ERACLITO, PARMENIDE E ZENONE
ERACLITO DI EFESO: IL DIVENIRE E L’UNITÀ DEGLI OPPOSTI
Per Eraclito, tutto è in continuo mutamento: “pánta rheî”, cioè “tutto scorre”.
Il principio del mondo è il fuoco, simbolo del cambiamento e dell’energia vitale.
Gli opposti (giorno/notte, vita/morte, bene/male) si contrastano ma si completano, generando un’armonia governata dal logos, la ragione universale.
Il saggio è colui che comprende questa legge e vive in equilibrio con il flusso del divenire.
PARMENIDE DI ELEA: L’ESSERE UNICO E IMMUTABILE
Parmenide ribalta la visione di Eraclito: per lui, l’essere è uno, eterno e immobile, mentre il cambiamento è solo un’illusione dei sensi.
Solo la ragione (logos) può cogliere la verità; ciò che appare molteplice o mutevole non è reale, ma solo apparenza.
ZENONE DI ELEA: I PARADOSSI DEL MOVIMENTO
Discepolo di Parmenide, Zenone difese la tesi del maestro con celebri paradossi logici, come:
- Achille e la tartaruga, per dimostrare che il movimento è logicamente impossibile;
- La freccia, che in ogni istante è ferma.
Con questi esempi, Zenone voleva mostrare che solo l’essere immutabile di Parmenide è reale.
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