Gli Ionici e la ricerca dell'archè
alle origini del pensiero filosofico
I primi filosofi greci decisero di non affidarsi più ai miti o alle divinità, ma di cercare spiegazioni sensate, razionali basate sull'osservazione della natura.
Un antico racconto narra che il mondo intero poggia su un elefante, sorretto da una tartaruga sottostante la quale viene sorretta da un ragno. ma quando ci si chiede che stia sorreggendo il ragno nessuno riesce a dare una risposta.
Questa storia esprime perfettamente la grande domanda che diede origine alla filosofia e al pensiero filosofico: Da dove nasce tutto? Qual'è il principio iniziale che spiega la vita e il mondo.
Proprio grazie a queste domande e a questo racconto nasce la filosofia e il pensiero filosofico.
Tra il settimo e il sesto secolo è possibile notare come nacque una nuova forma di pensiero, questa innovazione nacque a Mileto una città ionica, in questa fase opereranno coloro noti come i primi tre filosofi della storia, ossia: Talet, Anassimandro e Anassimene.
Furono i primi a cercare cause naturali in risposta a determinati fenomeni.
Loro tre possono essere considerati i precursori della scienza moderna.
Alla base delle loro riflessioni c'era sempre una domanda ricorrente; Qual'è l'archè, cioè qual è il principio originale, da dove deriva tutto ciò che ci circonda.
Per i filosofi ionici, questo principio era al tempo stesso materia, energia vitale e legge universale che governa il cosmo.
Anassimandro, allievo di Talet, fece un passo avanti introducendo e esaminando un'idea ancora più astratta. Secondo il suo punto di vista l'archè non poteva essere un elemento concreto ma doveva assolutamente essere un elemento astratto, illimitato e indeterminato: l'àperion. Da questa sostanza derivano tutte le cose, che poi vi
ritornano in un ciclo eterno di nascita e dissoluzione.
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