SOCRATE E PLATONE
Socrate non scrisse opere: il suo pensiero ci è noto attraverso i suoi discepoli.
Egli spostò l’attenzione della filosofia dalla natura all’uomo, concentrandosi su etica, virtù e conoscenza di sé.
Secondo lui:
- il vero sapere nasce dal riconoscere la propria ignoranza («so di non sapere»);
- la verità si raggiunge dialogando.
Usava due metodi:
- Ironia, per mettere in crisi le false certezze;
- Maieutica, per aiutare l’interlocutore a “far nascere” la verità che ha dentro di sé.
Per Socrate:
- conoscere il bene significa fare il bene;
- il male deriva dall’ignoranza.
La felicità coincide con la virtù e con la cura dell’anima.
PLATONE: IL MONDO DELLE IDEE E LA FILOSOFIA COME VERITÀ
Platone, allievo di Socrate, sviluppò il suo pensiero in forma di dialoghi e fondò l’Accademia.
Distinse due livelli di realtà:
- mondo sensibile, fatto di cose materiali, mutevoli e imperfette;
- mondo delle Idee, eterno e perfetto, che contiene i modelli veri di ogni cosa.
Le Idee sono la vera realtà, mentre ciò che vediamo ne è solo una copia.
Anche la conoscenza ha due livelli:
- opinione (legata ai sensi);
- scienza (raggiunta con la ragione e la filosofia).
Con il mito della caverna spiegò che il filosofo deve liberarsi dalle apparenze per arrivare alla verità.
Sul piano politico:
- lo Stato giusto è guidato dai filosofi;
- la giustizia nasce quando ognuno svolge il proprio compito.
Per Platone, la filosofia è un cammino di elevazione dell’anima verso il Bene e la verità.